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Tesi 2.0: un sito per aprire a tutti la biblioteca del seminario

La presentazione presso l'Archivio storico diocesano

Lodi - Archivio storico diocesano (via Cavour 31), 06/04/2018 dalle 17:30 alle 19:00

Entrare virtualmente dentro una biblioteca ecclesiastica, la Biblioteca del Seminario vescovile di Lodi.
È il tema del nuovo appuntamento di TESI 2.0, l'evento ideato dall'Archivio storico diocesano e dall'Archivio storico comunale di Lodi per valorizzare le tesi sul Lodigiano e promuovere gli studi sul territorio.
Venerdì 6 aprile alle 17.30, presso l'Archivio storico diocesano di Lodi, Noemi Taborelli presenterà il progetto di un sito internet studiato per dare visibilità alla Biblioteca del Seminario e alla sua collezione di ben 95.000 volumi.
Il progetto è pensato per imbrigliare dentro le pagine web tutte le informazioni utili, l'immenso patrimonio custodito, i servizi al pubblico, l'organizzazione degli spazi, i cataloghi, la condivisione con le banche dati di Edit 16 - le edizioni a stampa in Italia tra il 1501 e il 1600 -, di Manus, di OPAC SBN, di OPAC PBE, con accenni a cosa può voler dire essere una biblioteca digitale in rete.

La storia della Biblioteca parte dall'istituzione del Seminario, nel 1575, per volontà del vescovo Antonio Scarampo, in ottemperanza alle disposizioni del Concilio di Trento sulla fondazione dei Seminari (1545-1565) e sulla necessità di una formazione culturale e spirituale dei futuri sacerdoti. Per questo motivo la Biblioteca del Seminario è specializzata nelle scienze religiose, ma possiede anche un fondo di musica sacra e uno letterario che rispecchiano il curriculum di studi che nei secoli fu assicurato ai chierici.
Il patrimonio librario nel corso del tempo è stato incrementato e continua ad arricchirsi. I vescovi di Lodi, il clero diocesano, ma anche fedeli laici hanno sempre donato libri al Seminario, pubblicazioni di natura ecclesiastica ma anche di cultura generale, sulla storia di Lodi e del Lodigiano.
Nel 2003 furono attuati importanti interventi strutturali, grazie al sostegno finanziario della Diocesi e di alcuni enti, tra i quali in particolare il Ministero per i beni e le attività culturali.
Da alcuni anni, grazie a progetti sostenuti dalla Conferenza episcopale italiana e dalla Regione Lombardia, la Biblioteca mette a disposizione del pubblico il proprio patrimonio antico e moderno.

(Le fotografie pubblicate sono di Antonio Francesco Mazza)



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