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Il patrimonio religioso in Italia: siti web e geolocalizzazione

Articolo pubblicato sul bollettino AIC - Associazione Italiana di Cartografia

L'AIC, Associazione Italiana di Cartografia, sul suo bollettino numero 154 ha presentato l'interessante articolo "Il patrimonio religioso in Italia: siti web e geolocalizzazione. Un nuova valutazione" dove vengono ben approfonditi alcuni dei contenuti e caratteristiche più identificative dei sistemi informativi messi a disposizione dal nostro ufficio.

Citiamo l'Abstract dell'articolo:

"Al giorno d'oggi la creazione, l'archiviazione, l'accessibilità, interoperabilità dei dati sul web sono sempre più pervasive. Sul web vengono pubblicate diverse tipologie di basi di dati e/o geo-database - e altre forme di informazioni fornite dalla rete – che affrontano vari argomenti (scienza, medicina, trasporti, turismo ...) e sulla base di diverse architetture. Tali banche dati possono essere private o pubbliche, con accesso gratuito o a pagamento. In ogni caso l'argomento dati è un campo continuo di riflessioni (Capineri, 2015). Un database di dimensioni significative è quello della Chiesa cattolica italiana. Si tratta di un inventario dei beni mobili o immobili su tutto il territorio italiano. Chiunque può avere interesse a questo tipo di informazioni (ad esempio istituzioni e singole persone). Questo contributo si propone di trattare l'informazione geografica concentrandosi sui siti religiosi in un periodo in cui il turismo religioso è considerato come una risorsa importante per l'industria del turismo, per lo sviluppo regionale/locale e non solo (Rizzo, 2016). Siti web con basi di dati sul patrimonio religioso saranno oggetto di indagine al fine di capire come collegare i dati religiosi (ad esempio chiese, monasteri, luoghi di pellegrinaggio, santuari ...) con informazioni geografiche e spaziali. Le suddivisioni religiose sono diverse da quelle secolari: in Italia, ad esempio, le diocesi hanno confini diversi rispetto alle province italiane, così come le regioni ecclesiastiche sono diverse da quelle amministrative. Nell'era dei big data, come viene presentato il patrimonio religioso nelle sue diverse tipologie? Qual è il livello di fruibilità delle piattaforme da parte degli utenti del web? Come si può interagire con esse? Come si possono costruire itinerari per raggiungere i punti di interesse e come si possono collegare più punti?"

 

E' possibile consultare l'articolo alle pagine 121-136 del bollettino.



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