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La «cultura dell'incontro» dei musei

"I musei devono sempre di più essere luoghi nei quali si coltiva e si sviluppa la "cultura dell' incontro" che, come ricorda papa Francesco è prima di tutto incontro tra persone e gruppi portatori di valori, tradizioni, lingue, visioni religiose e stili di vita plurali. I musei offrono un contributo decisivo alla scoperta della identità; offrono un patrimonio con cui confrontarsi senza sentirsene ingabbiati ma da esso sospinti sempre oltre.
«Solo una cultura viva, allo stesso tempo fedele alle proprie origini e in stato di creatività - ricordava Paul Ricoeur in "La questione del potere" - è capace di sopportare l' incontro con altre culture, e anche di dare un senso a quell'incontro». A questo contribuiscono i musei, anche quelli piccoli e presenti in realtà periferiche. Essi infatti non custodiscono soltanto delle "cose", ma la storia di persone e la testimonianza di fede; il presente di un passato importante e fecondo, ma soprattutto il futuro di una comunità che ancora genera e crea, di una comunità che aiuta a riconoscere e sa esprimere - anche attraverso l' arte - i bisogni, la vita, ma soprattutto i sogni, gli ideali e la necessità di Dio".
 
Queste parole sono tratte dall'articolo "La «cultura dell'incontro» dei musei" di monsignor Nunzio Galantino, pubblicato sul Sole 24 Ore del 24 novembre 2017.



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