Lo spazio liturgico della cattedrale di Bergamo attraverso i secoli

La Cattedrale delle origini

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Alle fondamenta della fede

Centro, funzionale e ideale, della comunità cristiana così come delle organizzazioni spaziali e degli sviluppi urbani, la cattedrale di Bergamo, in origine dedicata a San Vincenzo, venne costruita a partire dal V secolo d.C. nel cuore della città, luogo dove ancora si trova. A lungo si è ritenuto che il titolo di cattedrale, chiesa per eccellenza dove il vescovo si raccoglie con tutta la comunità, spettasse ad un’altra chiesa, situata fuori dalle mura della città, tra il colle di San Vigilio e il colle di San Giovanni: si tratta della chiesa di Sant’Alessandro, luogo dall’importanza sempre crescente in quanto depositario delle reliquie del santo. Entrambe dotate di un capitolo di canonici, San Vincenzo e San Alessandro non ebbero sempre convivenza felice ma, almeno a partire dal IX secolo, la seconda è inequivocabilmente subordinata alla prima, sola ad essere definita sede episcopale ed ecclesia. In termini generali per la costruzione delle cattedrali si trasse, in questo periodo, ispirazione dall’architettura delle basiliche pagane integrandola con modelli e accorgimenti derivanti dalle esigenze del culto: una delle due absidi venne eliminata per lasciare spazio alla porta di accesso e le colonne, prima esterne, vennero portate all’interno della costruzione, dividendo lo spazio dell’ aula liturgica in navate, tre nel caso bergamasco, separate da due file di 12 colonne. Le colonne, oltre ad articolare lo spazio interno, indirizzavano l’intera costruzione verso l’ area del presbiterio e dell’abside, collocati ad est secondo un orientamento dalle profonde motivazioni teologiche. In questa zona trovavano posto sia l’altare sia la cattedra del vescovo, probabilmente separati nettamente dalla navata.

 

Aula Liturgica

 

Bibliografia

 

Area del Presbiterio

 
 

Orientamento