Lo spazio liturgico della cattedrale di Bergamo attraverso i secoli

La Cattedrale oggi

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La liturgia fonte e culmine della vita della chiesa

La celebrazione liturgica, come si è tentato di mostrare, è specchio della vita della comunità cristiana, abita entro spazi architettonici e dialoga con le forme d’arte al suo interno. Si tratta di un percorso evolutivo basato su un vincolo originario tra azione liturgica e spazio artistico per il quale al modificarsi del senso della prima si modificano anche le forme artistiche presenti nel contesto in cui essa si esprime. Con l’emanazione, il 4 dicembre 1963, della costituzione Sacrosanctum Concilium sulla sacra liturgia (una delle quattro costituzioni conciliari promulgate dal Concilio Vaticano II) la Chiesa volle sottolineare la necessità di promuovere una partecipazione attiva: tutti i fedeli devono essere condotti a una partecipazione piena, consapevole e attiva alle celebrazioni liturgiche. E’ l’assemblea che celebra a costruire e rendere visibile la Chiesa. Per questo anche lo spazio sacro della cattedrale di Bergamo, trasmesso e modificato nei secoli, necessariamente doveva essere adeguato e in questo senso sono da considerarsi i lavori che hanno interessato e in parte modificato la zona del presbiterio per far si che lo spazio liturgico, pur conservando invariata la struttura architettonica del passato, potesse essere espressione di una nuova concezione di liturgia e di comunità. I minimi interventi realizzati, (riguardanti l’altare, la cattedra e il coro canonicale) lontani dall’essere frutto di un completo e definitivo progetto di adeguamento, sono soltanto il primo passo di un cammino ancora non concluso ma necessariamente in continua evoluzione. Per favorire la partecipazione attiva dei fedeli inoltre un rinnovato interesse si è rivolto a musica e canto, espressioni comunitarie per eccellenza.

 

Zona del Presbiterio

 

Bibliografia

 

Canto e musica