La Processione del Venerdì Santo a Viterbo e le sue confraternite: il rito e la storia.

La Confraternita di San Leonardo

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Data di fondazione: 1541

Note storiche biografiche e gli obbiettivi: La Confraternita di San Leonardo, istituita nel 1541, confermata nel 1558 e nuovamente nel 1599.

Ha come scopo principale la tutela e la sorveglianza delle pubbliche carceri, l’assistenza ai carcerati, la liberazione di un condannato nel giorno del Venerdì Santo.

Partecipa alla funzione della benedizione delle Palme, alla funzione delle tenebre il Mercoledì e il Venerdì Santo; dalla metà del XIX secolo è invitata a partecipare alla processione del Venerdì Santo

Sede: La sua residenza si sposta in diverse chiese: S. Stefano in Valle (fondazione e residenza, 1541-1544), S. Leonardo in Valle (proprietà della chiesa, 1544-1595), S. Maria della Salute (officiatura, 1595-1613), S. Giovanni Battista in Valle (residenza, ante 1622), S. Leonardo in Via Farnesiana (Patronato della chiesa, 1636-1810), durante il Governo francese è documentata in S. Caterina (1810- ), S. Croce dei mercanti e S. Biagio, per tornare nel 1816 in S. Leonardo (in Via Farnesiana) dove resterà fino al XX secolo.

Chiesa: Chiesa di San  Leonardo.

Costruita nel 1636 presso il palazzo nel quale già al 1576 erano state trasferite le pubbliche carceri ( Scriattoli, 1915-20, p. 84). La chiesa viene eretta a spese dei confratelli di S. Leonardo (Visita 1827, III, p. 104v). Viene benedetta nel 1641 ( Scriattoli, 1915-20, p. 84). Divenuta fatiscente, Sodalitium Leonardianum Viterbii, custodiis sontibusque pie curandis, la fece restaurare dall’architetto cittadino Paolo Oddi che è chiamato supra laudem industrio ac perito ( Scriattoli, 1915-20, p. 175). Durante il Governo Francese viene incorporata nelle carceri. E’ nuovamente benedetta nel 1816 quando il card. Severoli consacra l’altare maggiore (Visita 1827, III, p. 104v). Su una facciata del Palazzo in Pazza del Plebiscito è apposta una curiosa epigrafe che ricorda un avvenimento eccezionale: l’apertura delle porte del carcere per mancanza di inquilini “in onore di Emerico Bolognini Governatore, solerte integro impareggiabile perché queste carceri costruite per reprimere la sfrenatezza dei malvagi, ha potuto testé, in mezzo al plauso universale, mostrare vuote e aperte, spettacolo raro pei cittadini e pei forestieri, la Confraternita di S. Leonardo, con grato animo, pose questa memoria l’anno 1761” ( Scriattoli, 1915-20, p. 84).

Sull’altare maggiore era un quadro opera di Anton Angelo Bonifazi (alla distruzione della chiesa di S. Leonardo il quadro passa alla chiesa di S. Angelo in Spatha, oggi è conservato al Museo civico di Viterbo), si tratta dello stendardo della Confraternita del Santo protettore dei carcerati, raffigurante su una faccia S. Leonardo e i carcerati e sull’altra il Santo in gloria ( Faldi, 1970, pp. 60-63). La tela, misura metri 2x1,50.

Un tempo la chiesa aveva 6 altari: cinque nella chiesa (S. Leonardo, S. Stefano, S. Lazzaro, S. Giuseppe, SS. Bernardino e Domenico) e uno nella residenza (S. Filippo Neri). Gli altari erano di forma ordinaria, incavati nel muro con qualche fregio di pittura e coperti da baldacchino. La chiesa, priva di volta, aveva un campanile con due campane (Visita 1827, III, pp. 104v-105v).

Abito: La Confraternita veste di abito rosso con il rocchetto turchino cupo filettato di rosso, cordone rosso e l’insegna di S. Leonardo con i ferri da carcerato in mano ( Visita 1827, III, p. 107v).

Gonfalone: La confraternita possedeva uno stendardo attribuito ad Anton Angelo Bonifazi dipinto su entrambi i lati (da una parte s. Leonardo con i carcerati, dall’altra il Santo in gloria) oggi al Museo Civico.

Fondo Archivistico:   Fondo della Confraternita di San Leonardo