Percorso d'arte

I grandi cicli iconografici

Nucci Virgilio (post 1592), Madonna del rosario con episodi dei Misteri

Il Rosario con i suoi misteri dolorosi, gaudiosi e gloriosi è stato spesso motivo ispiratore di cicli pittorici di notevole valore soprattutto devozionale. Talvolta intorno ad un unico dipinto della Vergine venivano collocate formelle che illustravano i misteri in una sequenza che consentiva di accompagnare visivamente la preghiera comunitaria e personale.

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Pendini F. sec. XX, Gesù Cristo inchiodato e morto in croce

Certamente si tratta di uno dei cicli pittorici più diffusi, tanto che non vi è chiesa che non veda collocate le stazioni della Via Crucis lungo le sue pareti. La codificazione della preghiera comunitaria ha portato ad una altrettanto fissa rappresentazione delle scene, che costituiscono uno standard sia nel numero che nei soggetti.

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Negretti J. (1604), Ultima cena

La cena eucaristica, con i momenti che la precedono e la seguono, oltre che con l'episodio della lavanda dei piedi, costituiscono uno dei temi illustrati da molti cicli iconografici che circondano gli altari delle chiese. Lo stretto legame con l'azione liturgica che si svolge all'altare vede nei cicli una sorta di richiamo al mistero celebrato anche al di fuori della liturgia. La presnza del tabernacolo da alle opere un significato narrativo-liturgico della presenza di Cristo.

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Bottega veneta (1642), Affresco con Madonna Assunta

Anche la vita della Vergine, in analogia a quella del Figlio, costituisce uno dei temi ispiratori dei cicli pittorici delle chiese. Così come il ciclo liturgico si è impadronito delle vicende salienti legate alla Vergine e al Figlio, anche l'arte ha fermato questi momenti che in molti casi costituiscono le tappe di una narrazione della vita terrena di Maria e culminano con la sua Assunzione in cielo.

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