La facciata principale della cattedrale di San Bartolomeo ad Avezzano
Veduta dell’aula dall’ingresso
Il presbiterio
Quadro raffigurante Gesù lavoratore, del pittore-scultore Di Fabio
L’Attuale chiesa di S. Bartolomeo sorge in Piazza Risorgimento nel nuovo centro della città di Avezzano, venutosi a creare dopo il terribile terremoto del 1915, che aveva raso al suolo gran parte della zona marsicana. L’antica chiesa, invece, eretta nel XII sec (probabilmente sui resti di un antico tempio pagano) e più volte ricostruita nel corso dei secoli (l’ultimo impianto risaliva al XVII sec), si trovava in Piazza S Bartolomeo al centro dell’antico nucleo urbano. Pur non essendo mai stata quest’ultima chiesa sede episcopale, risultava pur sempre tra le collegiate più insigni della Diocesi; di essa si conserva attualmente solo la base del campanile che sostiene una lapide commemorativa.
Il sisma, oltre a determinare lo spostamento del cuore della città, fu decisivo anche per la scelta definitiva della sede della Diocesi che in passato aveva avuto varie collocazioni.
La sede episcopale, infatti, istituita, nella seconda metà del IX secolo, per volere dei conti dei Marsi e del papato, a San Benedetto dei Marsi (antica civitas marsicana) nella Chiesa di S Sabina (di cui oggi rimane, dopo il funesto terremoto, solo la parte bassa della facciata frontale con il grande portale romanico inquadrato entro una cornice rettangolare), è stata ufficializzata con bolla papale di Stefano IX nel 1057. Dopo il periodo di massimo splendore, fra il 1100 e il 1130, segnato dalla presenza ed opera riformatrice del vescovo Berardo, (che diventerà santo e protettore della Diocesi), non essendo più sicuri quei luoghi, nel 1580 con bolla papale di traslazione, la cattedrale venne spostata a Pescina (sede di una ricca baronia della contea di Celano), nell’erigenda chiesa di S. Maria delle Grazie, (che completamente restaurata dopo il fatidico terremoto, presenta oggi una facciata che riecheggia formalmente l’architettura civile); pochi anni dopo vi vennero trasferite anche le spoglie di S Berardo. Con il sisma del 1915, anche la sede episcopale di Pescina fu gravemente danneggiata, ma venne sottoposta a restauro solo nel 1930, poiché era stato deciso che la nuova sede doveva essere spostata ad Avezzano; tale trasferimento fu convalidato con Bolla di Pio XI del 6 gennaio 1924 e la cattedrale dei marsi fu solennemente consacrata dal vescovo Bagnoli il 2 dicembre 1942.
La nuova cattedrale, dedicata a S. Bartolomeo (protettore della città di Avezzano), è stata costruita, a partire dal 1930, dall’architetto Bultrini in stile neoromanico; la facciata in pietra bianca, come era usuale in quel periodo, ripete lo schema delle chiese medioevali abruzzesi ed è arricchita da tre rosoni e tre portali dalle linee essenziali. L’interno è a croce latina a tre navate, triabsidate di cui solo la centrale fuoriesce dal perimetro della chiesa. Cappelle di varia grandezza si innestano ai lati delle navate laterali.
Dopo i danni subiti dai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale, il vescovo Valeri, incaricò l’architetto Pasquarelli, ad eseguire i lavori di restauro, durante i quali è stato modificato l’interno; sono stati realizzati al di sopra degli archi, tre cornicioni di linea classica per diminuire dal punto di vista ottico l’altezza della chiesa e renderla più vicina ai fedeli; le esili colonne sono state trasformate negli attuali pilastri. Non è stata ancora adeguata alla riforma liturgica.