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Dalla pergamena al web: storia della scrittura e dei supporti e materiali scrittori

Resoconto delle iniziative per le "Giornate di valorizzazione 2023"

Archivio diocesano di Pisa (Pisa), Biblioteca cardinale Pietro Maffi (Pisa), Biblioteca Cathariniana (Pisa), 20/09/2023

Dal 15 al 20 maggio 2023, in occasione delle Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico promosse dall'Ufficio nazionale per i beni culturali e l'edilizia di culto della CEI, l'Archivio e la Biblioteca della diocesi di Pisa hanno realizzato una serie di laboratori e visite guidate presso i rispettivi istituti.

La mostra dei documenti allestita all'interno dell'Archivio diocesano ha contribuito a dare una idea sistematica e fondata del titolo generale dell'iniziativa, mostrando diversi supporti, altrettanti mezzi scrittori e scritture e, ovviamente, una vasta gamma di testi. Si è cercato di esporre il materiale, utilizzando gli spazi della sala studio dell'Archivio, in modo da dare una idea di progressione temporale (soprattutto per i ragazzi delle scuole), ma anche di raggruppare alcuni pezzi di archivio dal punto di vista materiale. Si sono creati così tre sezioni: pergamene sciolte (come il più antico documento del Fondo Diplomatico Capitolare, datato al 930 e testimone dell'uso della carolina documentaria a Pisa nel secolo XI;  alcuni documenti scritti da notai e sottoscritti da giudici, attraverso i quali è stata definita la pratica sottoscrittoria;  un diploma imperiale di Enrico VII con sigillo in fili di seta e cera lacca ancora intatto); registri documentari di vario tipo (come il "Condaghe di Barisone", registro di documenti in sardo, scritto con una carolina di transizione della fine del secolo XII; un registro battesimale cinquecentesco, in cui è registrato l'atto di battesimo di Galileo; una visita pastorale quattrocentesca, una filza dell'Inquisizione del XVII secolo) e manoscritti di carattere religioso e letterario (come  il manoscritto membranaceo trecentesco contenente l'edizione più antica pervenutaci della vita di San Ranieri;  un prezioso manoscritto, con miniature in oro, del Quattrocento, appartenuto al duca di Borgogna). Attraverso il confronto tra questi pezzi è stato inoltre possibile mettere in evidenza la differenza tra scritture documentarie e librarie.

La Biblioteca del Cardinale Pietro Maffi si trova all'interno del palazzo arcivescovile di Pisa ed è la tipica biblioteca di un collezionista di inizio 900 appassionato di arte, letteratura e scienze. Oltre a una importante raccolta libraria, presenta una sezione dedicata alla raccolta di firme autografe di personaggi noti in vari ambiti della cultura; con alcuni di questi il Maffi aveva contatti diretti e di amicizia, ad esempio con il musicista Pietro Mascagni che gli donò lo spartito del Padre Nostro dal Guglielmo Ratcliff, esposto in mostra insieme alla raccolta di autografi di poeti e letterati (Carducci, Pascoli e Manzoni); di autografi di musicisti (Liszt, Rossini, Verdi e Mascagni); alla raccolta di testimonianze scritte e materiali di storia delle scienze (terremoto avvenuto a Lisbona nel 1755; provvedimenti da adottare per arginare l'epidemia di peste del 1633). Ha concluso la mostra l'esposizione di reperti di magnetite estratta dalla miniera di Cogne nel 1918.

La mostra-laboratorio che si è svolta nei locali della Biblioteca Cateriniana ha visto una partecipazione numerosa e interessata. Nella sala di lettura principale della Biblioteca sono stati esposti alcuni dei manoscritti più importanti della Biblioteca, presi in esame sia dal punto di vista storico sia materiale. Il percorso si è snodato attraverso tre poli: le Bibbie (come quella in grande formato di probabile derivazione bolognese, o prodotto a Pisa da maestranze formatesi a Bologna, di grande interesse per il corredo miniato, molto vicino a quello degli statuti cittadini della fine del secolo XIII e dell'inizio del XIV); i manoscritti di corredo allo Studium dei Domenicani (come il commento alle lettere di S. Paolo di Gilberto Porretano, manoscritto della fine del secolo XII, che testimonia da un lato l'interesse dei frati per i commenti biblici per fini di studio e di predicazione, dall'altro la circolazione dei libri in città, dato che il manoscritto fu ceduto al convento dalla canonica di S. Sisto); infine i manoscritti interni relativi alla storia del convento (come "La cronaca di Santa Caterina", un manoscritto del secolo XIV in cui due frati espongono brevi biografie dei frati più importanti del convento: si tratta di una vera miniera di informazioni non solo per la storia dell'ente, ma anche per quella della città di Pisa, della cultura cittadina e della religiosità. I visitatori hanno potuto ammirare la scrittura fitta e corsiva dei frati, la schematicità del procedere del testo e la volontà di lasciare traccia del proprio operato).

In ogni sede sono stati trattati argomenti relativi alla formazione e composizione materiale dei vari pezzi, alle caratteristiche delle scritture, anche in relazione al contenuto dei testi, e ai criteri di conservazione.

Video girato durante le Giornate di valorizzazione

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