Ignazio: la spiritualità attraverso l'arte

Sant'Ignazio

MENU

Sant’Ignazio fu il fondatore e il primo Generale della Compagnia di Gesù. Nacque nel 1491 a Loyola, fu ordinato sacerdote il 24 giugno del 1537 a Venezia e fece gli ultimi voti il 22 aprile 1541 a Roma dove morì nel 1556.

Dal 1524 al 1535 si dedicò agli studi classici ad Alcalá (dove studiò la filosofia), a Salamanca, nel convento domenicano di San Esteban,dovette subire ventidue giorni di carcere perché sospettato di essere un “alumbrados” (appartenente cioè ad un gruppo che asseriva essere illuminato direttamente da Dio) consegnò le sue carte che contenevano gli Esercizi Spirituali perché fossero esaminati.

Dal 1535 al 1540 si adoperò per la fondazione della Compagnia di Gesù, insieme a pochi compagni, alcuni dei quali si recarono a Parigi per rientrare a Roma (15 novembre 1536) per chiedere al Papa Paolo III il permesso del pellegrinaggio in Terra Santa. Nel 1537 Ignazio entrò definitivamente a Roma e si occupò dell’apostolato dando esercizi spirituali.

Gli anni 1540-1556 segnarono l’attività di Ignazio come Generale e furono generalmente trascorsi a Roma, si occupò principalmente dell’apostolato nella città e dell’azione di governo della Compagnia. A Roma svolse apostolato con i ragazzi e gli adulti, con i poveri durante il tempo di carestia; organizzò una casa, approvata dal papa Paolo III, per i peccatori pentiti che non avevano intenzione di prendere i voti religiosi e di assistenza agli orfani.

Si preoccupò anche della cura spirituale degli infermi gravi. Meritano una menzione a parte due grandi progetti ignaziani a Roma: il Collegio Romano ed il Collegio Germanico.

L’azione primordiale nel lavoro di governo fu per Ignazio la composizione delle Costituzioni al quale lavorò durante tutto il suo generalato, con maggiore intensità negli anni 1547-1552. A metà del 1550 il primo testo venne terminato, e prese il nome di testo A, ed alla fine del 1552 anche il secondo venne terminato, con il nome di testo B (Autografo per le correzioni a mano contenute). Ignazio, con l’aiuto dei segretari, ha scritto circa settemila lettere con le quali ha mantenuto una fitta corrispondenza con i gesuiti di tutto il mondo.