La Pianta Ignaziana di Roma

A. Domus Patrum Professorum - La Casa dei Padri Professi

La prima opera che si costruì, sull’antica e venerata cappella di Nostra Signora della Strada, fu la Casa Professa, ossia il primo edificio dei futuri Generali dell’Ordine; e, come dicono i Bollandisti, fu questa casa e chiesa la culla della Compagnia a Roma. La magnificenza del cardinale Alessandro Farnese si manifestò. Mosso dal profondo amore che professava per sant’Ignazio e per la Compagnia ricevette da Papa Paolo III, suo zio, gli aiuti per costruire il sontuoso, ricco ed amplissimo tempio del Gesù di Roma con annessa Casa Professa considerato luogo storico della residenza primaria della Compagnia.
Da: Vita Beati Patris Ignatii Loyolæ religionis Societatis Iesv fvndatoris ad vivvm expressa ex ea qvam. Antverpiae ; 1610.

Nel 1540 Paolo III riconosce come ordine religioso il movimento fondato da Sant’Ignazio.

Negli anni seguenti sant’Ignazio è alla ricerca di una casa con annessa chiesa, che fosse adatta ad ospitare la sua Compagnia.

La scelta cadde sulla chiesa di S. Maria degli Astalli, detta comunemente S. Maria della Strada. La tradizione vuole che sant’Ignazio fosse particolarmente devoto ad un immagine della Vergine là conservata; ma molto probabilmente la chiesa con le alcune stanze, venne donata per intercessione di padre Pietro Codacio - sulla cui amicizia il Santo poté contare fin dai primi anni - presso il cardinale Alessandro Farnese nipote di Paolo III.

S. Ignazio di Loyola vi abitò per una dozzina di anni, risiedendo in un piccolo appartamento composto da un vestibolo, una camera da letto, una saletta per le visite, una piccola stanza riservata al fratello coadiutore che lo assisteva; qui scrisse le Costituzioni della compagnia e qui morì il 31 luglio del 1556.

Nel 1598 un’alluvione danneggio gravemente le fondamenta della Casa Professa, tanto che nel 1600 il padre Generale della Compagnia di Gesù Claudio Acquaviva diede inizio ai lavori per la costruzione di una nuova casa situata nei pressi del nucleo originario e di una nuova chiesa, l’attuale Chiesa del Gesù.

I lavori furono finanziati dal cardinale Odoardo Farnese (nipote del cardinale Alessandro Farnese).

Venne incaricato l’architetto Girolamo Rainaldi di progettare il nuovo edificio. Il vecchio edificio fu quasi completamente demolito, su volere di padre Claudio Acquaviva, fatta eccezione per le 4 stanze che avevano costituito la casa di S. Ignazio. Questa decisione di mantenere la Casa Professa originaria, comportò la costruzione di un complicato sistema di volte sotto le stanze per sostenerne il peso; il nuovo palazzo sorse intorno alla Casa Professa originaria che venne unita al tessuto del nuovo edificio con un corridoio lungo i tredici metri e mezzo. Nel 1682 il padre generale, Giovanni Paolo Oliva chiamò il gesuita Andrea Pozzo per affrescare il corridoio. L’artista con un abilissimo gioco prospettico lascia un messaggio di fede: in base ai diversi punti di vista dell'osservatore, tutto si trasforma fino ad arrivare al punto di vista giusto dove le distorsioni e gli inganni visivi svaniscono e attraverso la fede si arriva a vedere Dio. Tutto l’affresco è in movimento intorno a noi: con le travi dipinte sulla volta si curvano lateralmente, tanto che le mensole che le sostengono appaiono sul punto di cadere; gli architravi sembrano flettersi fino a diventare fuscelli; le figure che raccontano i miracoli del santo si deformano fino ad assumere sembianze mostruose, le colonne dell’arco trionfale sembrano insistere su un pavimento che diventa sempre più scosceso verso l’ingresso delle stanze. Le finte architetture sono spalancate verso spazi che sembrano infiniti, illusione prospettica utilizzata per correggere le ristrette dimensioni ed il "fuori squadro" del corridoio. Solo se ci si posiziona nel punto di vista giusto, individuato con un rosone di marmo al centro del corridoio, nella volta affrescata si trova la Gloria di Sant’Ignazio, dove l’architettura dipinta mostra improvvisamente tutta la sua perfezione e il rigore prospettico, il caos lascia il posto all’ordine. La soluzione scenografica e illusionistica è ulteriormente efficace alla fine corridoio dove appare la parte più singolare di tutta la decorazione: il fondale che simula la navata di una chiesa dove due angeli seduti suonano il violino ed il violoncello.

Bibliografia

  • GALLE, CORNELIS RIBADENEIRA, PEDRO MALLERY, KAREL : VAN COLLAERT, ADRIAAN COLLAERT, JAN GALLE, THEODOOR, Vita Beati Patris Ignatii Loyolæ religionis Societatis Iesv fvndatoris ad vivvm expressa ex ea qvam, Antverpiae, 1610