La Pianta Ignaziana di Roma

B. Collegium Romanum - Il Collegio Romano

Nell’anno 1551 apparse, all’alba del 16 febbraio, su una porta di una casa ai piedi del Campidoglio una targa che diceva: “Scuola di Grammatica, di Umanità e di Dottrina Cristiana, Gratis”. Era il fondamento del Collegio Romano, creato grazie alla generosità del Duca di Gandia e all’idea geniale di sant’Ignazio, che dava al mondo secolare l’idea di una scuola cristiana di purezza dio dottrina e di eccellente metodo pedagogico, profondamente morale. Nel 1553, sotto il magistero di Martín de Olave, in un altro tempo teologo di Carlo V nel Concilio di Trento, Ignazio elevò il Collegio Romano ad Università di facoltà maggiori; dove il Padre Olave fece tesoro delle sue profonde conoscenze teologiche.
Da: Vita Beati Patris Ignatii Loyolæ religionis Societatis Iesv fvndatoris ad vivvm expressa ex ea qvam. Antverpiae ; 1610.

Fin dalla seconda metà del XVI secolo Sant'Ignazio indirizzò la Compagnia di Gesù ad un nuovo campo d'apostolato: l'insegnamento, opera che Lui ritenne essenziale, soprattutto in quel periodo di Controriforma.

Dopo aver fondato nel 1549 il collegio di Messina Primum ac Prototypum Collegium, si spostò a Roma dove, grazie all’aiuto economico di Francesco Borgia (Duca di Ghandia), istituì il 16 febbraio del 1551 il Collegio Romano aperto solo agli uomini. L’obbiettivo principale era non solo di supplire alla carenza di scuole pubbliche a Roma, ma di provvedere ad una migliore formazione del clero sia secolare che regolare.

Inizialmente il Collegio Romano fu alloggiato in una piccola casa in affitto situata ai piedi del Campidoglio, in via di Nuova Capitolina (attualmente piazza dell'Ara Coeli).

Lo spazio divenne in breve tempo esiguo, dato il notevole afflusso di studenti, e già nel settembre dello stesso 1551 fu spostato un'altra casa in affitto, situata fra la piazza del Gesù e la chiesa della Minerva, corrispondente in Via del Gesù, al dietro dell'attuale tribuna della chiesa di Santo Stefano del Cacco.

Negli anni successivi il Collegio venne trasferito più volte: nel 1557 si trasferì sul terreno dove attualmente è situata la chiesa di S. Ignazio; nel 1558 fu spostato nella casa del sig. Giovan Battista Salviati, situata nella piazza detta dell'Olmo, confinante con la Chiesa di S. Maria in Via Lata; dopo quattro anni il palazzo Salviati fu demolito per fare spazio ad una nuova sede del Collegio, che inglobò anche un altro palazzetto adiacente alla casa di Salviati, dono di Vittoria della Tolfa, marchesa della Valle, figlia di una sorella di Paolo IV.

Anche quest’ultima sede però si rivelò ben presto insufficiente e il 10 gennaio del 1574, alcuni decenni dopo la morte di sant’Ignazio, i Padri gesuiti presentarono al papa Gregorio XIII (1502 - 1585) un memoriale, dove venivano raccontate le difficoltà non solo economiche, che la Compagnia affrontava quotidianamente.

Il pontefice prese a cuore la situazione e l’11 gennaio del 1582, il cardinale Filippo Boncompagni, nipote di Gregorio XIII, pose la prima pietra del nuovo edificio del Collegio Romano, progettato dall'architetto Bartolomeo Ammannati, che inglobava in parte anche gli ambienti dell’ultima sede.

I locali e le aule furono già pronti nel 1584, i corsi furono inaugurati il 28 ottobre dello stesso anno alla presenza del papa.

Venne realizzato un esteso complesso costituito da due grandi cortili porticati, da vaste aule e dalla Biblioteca, tra le più importanti di Roma, i cui volumi nel 1873, confluirono nella nascente Biblioteca centrale Vittorio Emanuele II. Il collegio Romano ospitò anche un importantissimo osservatorio astronomico fondato nel 1787 dall’abate Giuseppe Calandrelli, spostato nella seconda metà del XIX dal direttore padre Angelo Secchi, al di sopra della falsa cupola della chiesa del Sant’Ignazio. Il collegio fu sede anche del cosiddetto Museo kircheriano, una raccolta pubblica di antichità e curiosità (Wunderkammer), fondata nel 1651 dal padre gesuita Athanasius Kircher.

Bibliografia

  • GALLE, CORNELIS RIBADENEIRA, PEDRO MALLERY, KAREL : VAN COLLAERT, ADRIAAN COLLAERT, JAN GALLE, THEODOOR, Vita Beati Patris Ignatii Loyolæ religionis Societatis Iesv fvndatoris ad vivvm expressa ex ea qvam, Antverpiae, 1610