La Pianta Ignaziana di Roma

C. Colleg. Paenitentieria - Il Collegio della Penitenzeria

Negli archivi della Penitenzeria giace il Decreto di Innocenzo III, che proibiva ai medici di visitare gli infermi che non avevano chiamato preventivamente il sacerdote per procedere alla somministrazione dei sacramenti necessari. A causa della non applicazione della legge questo decreto era caduto in disuso ed era divenuto un fatto eccezionale la somministrazione di questi sacramenti. Sant’Ignazio credette che il modo per modificare questa consuetudine di non ricevere i sacramenti in caso di grave malattia potesse essere modificare il rigore della legge; così si procedette che vi fosse la possibilità di fare la visita facoltativa due o tre volte prima di procedere con l’applicazione del Decreto.
Da: Vita Beati Patris Ignatii Loyolæ religionis Societatis Iesv fvndatoris ad vivvm expressa ex ea qvam. Antverpiae ; 1610.

Dalla nota a commento sull’edificio del Collegio della Penitenzieria, si legge che Sant’Ignazio si adoperò per far sì che i moribondi ricevessero gli ultimi sacramenti, realizzando un collegio per ospitare i penitenzieri (i confessori).

La posizione nella Pianta Ignaziana e il confronto con altre piante di Roma ad essa successive, permettono di localizzarlo nei pressi della chiesa di Santo Spirito; anche perché è noto che Sant’Ignazio il 24 settembre del 1541, pagando un’elemosina equivalente alla quota di venti anni, entrò a far parte della confraternita dell’Ospedale di Santo Spirito in Sassia, ancora oggi infatti la strada che costeggia la Chiesa di Santo Spirito in Sassia è denominata via dei Penitenzieri.

Dopo il 1656, la residenza dei penitenzieri, che erano diventati i confessori della basilica di San Pietro, fu nel palazzo del cardinale Domenico della Rovere, l’attuale Hotel Columbusin in Via della Conciliazione.