Le Monografie dei padri illustri

Athanasius Kircher

Fu uomo erudito, poligrafo, orientalista.

Nacque il 2 maggio 1601 a Geisa (Hesse) in Germania e morì il 27 novembre 1680 a Roma.

Fu ordinato sacerdote il 2 ottobre 1618 a Paderborn e prese gli ultimi voti il 29 giugno 1637 a La Valletta (Malta).

Enciclopedico, rappresentante insigne della cultura barocca e scrittore fecondissimo intrattenne relazioni con principi e studiosi del suo tempo, documentate dalla copiosa corrispondenza. Le sue opere furono molto apprezzate nel suo tempo ma dimenticate con l’arrivo dell’illustrazione, da qualche tempo sono oggetto di una rilettura ed hanno determinato esiti inaspettati di rinnovato interesse.

Prima di entrare in Compagnia, studiò nel collegio della città (1616-1618) di Fulda, dove il padre, dottore in teologia, era amministratore dell’Abadia Benedettina della città.

Il 2 ottobre del 1618 entra nell'ordine gesuita a Paderborn; dopo il noviziato, approfondisce le lingue classiche e lo studio delle scienze (1618-1622), prima di studiare la filosofia a Münster e Colonia.

Nel 1631 insegnò filosofia, lingue orientali e matematica nell’università di Würzburg; il suo primo studio sul magnetismo Ars Magnesia è proprio il frutto di una sua dissertazione accademica; sempre nel 1631 dimorò ad Avignone dove insegnò nel collegio e vi fece costruire un planetario, pubblicò anche un saggio sulla gnomonica.

Nel 1633 arrivò a Roma, chiamato dal papa Urbano VIII che lo aveva destinato al Collegio a Roma, dove insegnò fino al 1646, quando fu esonerato per dedicarsi alla pubblicazione delle opere che aveva già in progetto.

Nel 1636 Kircher iniziò il progetto egittologico con Prodomus Coptus sive Aegyptiacus, un piccolo trattato di comptologia; seguì pubblicando quattro grammatiche arabe in latino. Introdusse in questo modo in Europa lo studio del copto, decisamente la più impegnativa tra le sue imprese culturali che rese possibile di aprire il cammino alla comprensione dell’antico Egitto. Il trattato Oedipus Aegypriacus, di quattro volumi in folio, gli costò dieci anni di lavoro con l’intento di decifrare i geroglifici.

Nel 1644 Kircher inizia la collaborazione con Gianlorenzo Bernini per la progettazione della Fontana dei Quattro Fiumi a piazza Navona in Roma, in qualità di esperto di geroglifici. Kircher ha dedicato un'intera opera alla decifrazione delle iscrizioni geroglifiche presenti sull'obelisco intorno al quale sarebbe sorta la fontana (Obeliscus Pamphilius, 1650).

Elenco completo delle opere di Athanasius Kircher

IL MUSEO KIRCHERIANO

Il Museo o meglio la raccolta pubblica di antichità e curiosità (Wunderkammer), fu fondata da Kricher nel 1651 nel Collegio Romano, e per più di due secoli il Museo fu meta obbligata di umanisti e scienziati che si fermavano a Roma o venivano a tal proposito per visitarlo.

Il Museo Kircheriano per le sue collezioni etnografiche (frutto di regali inviati a Roma dagli stessi missionari) ed antichità conservate nel Collegio Romano; purtroppo andato disperso per la responsabilità del governo italiano dopo la soppressione della Compagnia di Gesù; sembra fosse stata la collezione più antica d’Europa, certamente testimonianza della curiosità e dell’impegno documentale di Kircher.

Un primo catalogo venne pubblicato nel 1678 da Giorgio de Sepibus e comprendeva alcune tavole illustrate, oggi unica testimonianza dell'allestimento. 

La stanza della lanterna magica dal primo catalogo del 1678.

Dopo la morte di Kircher nel 1680 il museo attraversò un periodo di abbandono. Riprese nuova vita e vigore grazie all'attività del nuovo curatore Filippo Bonanni che pubblicò un secondo catalogo nel 1709. 

Ilustrazione dal secondo catalogo del museo del 1709

Dal confronto tra i due cataloghi si può constatare che molti oggetti erano già scomparsi dalla collezione.

Ilustrazione dal secondo catalogo del museo del 1709

Con il tempo il museo riacquistò il suo antico splendore e grazie agli aiuti ricevuti e alle molte donazioni, divenne sede di molte importanti collezioni che toccavano tutti i campi della conoscenza, dalla filosofia sperimentale all'esoterismo alla tecnologia.

La collezione di archeologia fu ampliata dal gesuita Contuccio Contucci, direttore del museo tra il 1735 e il 1765.

Nel 1876 le collezioni archeologiche sono divise tra il Museo preistorico, il Museo lapidario ed il Museo italico. In realtà, rimasto il Museo italico alla fase progettuale, dopo un ulteriore periodo di eventi complessi, i materiali ad esso destinati, risalenti in parte alle acquisizioni settecentesche, passarono nel 1913 al Museo Nazionale di Villa Giulia

Una mostra dedicata all'antico Museo Kircher si è tenuta a Roma presso Palazzo Venezia tra il 28 febbraio e il 22 aprile 2001. 

In quell'occasione il Ministero per i beni e le attività culturali pubblicò un catalogo contenente molte foto di oggetti appartenuti al Museo Kircher e ora distribuiti in varie istituzioni. 

I capitoli mostrano la grande varietà delle sezioni del museo:

• dall'esotismo orientale alle scoperte etnologiche dei missionari, 

• dall'astronomia alle scienze della terra (vulcanologia, zoologia, ecc.), 

• dall'egittologia (geroglifici) all'ermetismo, 

• dalla scienza alla tecnologia (stenografia, poligrafia, campana subacquea, ecc.), 

• dalla pinacoteca del Collegio Romano 

• all'archeologia greca e romana.

Bibliografia