Gli Astri dell'Abbazia

Anselmo

Anselmo è uno dei personaggi più imponenti del monachesimo dell’Alto Medioevo e l’unico santo longobardo di cui ci siano pervenute notizie certe.

Si suppone che Anselmo sia nato verso il 720 a Cividale o Vicenza, figlio di Wectari di Vicenza, duca del Friuli, era fratello di Giseltrada sposa di re Astolfo (749-756) e di Aidin con cui possedeva insieme, beni terrieri a Verona e Vicenza (documenti del 797 e 820).

Fu per qualche tempo anche duce del Friuli; nel 749, Anselmo lasciò tutte le attività e cariche politiche per dedicarsi ad una vita di santità; lasciò il Friuli risalendo la valle dell’Alto Panaro, dove il cognato re Astolfo gli donò la terra di Fanano e qui si fermò a fondare un cenobio per accogliere i monaci che ormai gli si erano radunati attorno e più in alto, verso il passo di S. Croce Arcana, aprì un ospizio per pellegrini che prese il nome di S.Jacopo.

L’opera di accoglienza dei pellegrini, molto numerosi nella valle, che era uno dei passaggi obbligati tra il Nord e la Toscana, costituì un impegno primario e nessun pellegrino doveva allontanarsi senza avere ricevuto con misericordia ogni assistenza.

Nel 751 il re Astolfo, occupata Ravenna, donò ad Anselmo un altro territorio di nome ‘Nonantolae’, che controllava le strade che da Verona e Piacenza scendevano a Bologna.

Il santo abate e i suoi monaci si diedero da fare per costruire una chiesa e il monastero, bonificando e coltivando quelle terre ormai abbandonate e incolte, producendo un vantaggio economico e sociale a tutta la regione. Nel 757 prese il potere del regno longobardo il bellicoso Desiderio: Anselmo venne rimosso da Nonantola ed esiliato a Montecassino. Non sappiamo quanto sia durato tale esilio, forse fino al 774 quando Carlo Magno assoggettò i Longobardi.

Anselmo, dopo una breve malattia, circondato dai suoi monaci a cui rivolse le ultime esortazioni e diede un’ultima benedizione, spirò tra le loro braccia a Nonantola il 3 marzo 803.

Bibliografia