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Papa Francesco e la missione dei Musei Ecclesiastici

Udienza concessa dal Pontefice ai membri dell'Associazione dei Musei Ecclesiastici Italiani

Città del Vaticano, Sala Clementina, 24/05/2019

"La storia della vostra associazione testimonia la risposta all'esigenza di coordinare e mettere in dialogo le numerose e variegate realtà museali, grandi e piccole, che sono presenti in Italia e, grazie a Dio, sono in continua crescita". Lo scrive il Papa nel discorso preparato per la circostanza e consegnato, venerdì 24 maggio, durante l'udienza concessa, nella Sala Clementina, ai dirigenti e agli operatori dell' Associazione Musei ecclesiastici italiani (Amei).
"I musei ecclesiastici i sono accomunati da una medesima missione", ricorda Francesco: documentare "visibilmente il percorso fatto lungo i secoli dalla Chiesa nel culto, nella catechesi, nella cultura e nella carità". "Nell'enciclica Laudato si' ho ricordato che il patrimonio storico, artistico e culturale, insieme al patrimonio naturale, è ugualmente minacciato", sottolinea Francesco: "Esso è parte dell'identità comune di un luogo e base per costruire una città abitabile". "Integrare la storia, la cultura, l'architettura di un determinato luogo, salvaguardandone l'identità originale, facendo dialogare il linguaggio tecnico con il linguaggio popolare", l'appello, all'insegna di una "cultura intesa non solo come i monumenti del passato, ma specialmente nel suo senso vivo, dinamico e partecipativo". Per questo, secondo il Papa, "è fondamentale che il museo intrattenga buone relazioni con il territorio in cui è inserito, collaborando con le altre istituzioni analoghe", in modo da "aiutare le persone a vivere insieme, a vivere bene insieme, a collaborare insieme". "I musei ecclesiastici, per loro natura, sono chiamati a favorire l'incontro e il dialogo nella comunità territoriale", la tesi di Francesco: in questa prospettiva, "è normale collaborare con musei di altre comunità religiose", a partire dalla convinzione che "le opere d'arte e la memoria di diverse tradizioni e stili di vita parlano di quella umanità che ci rende fratelli e sorelle".
"Il museo concorre alla buona qualità della vita della gente, creando spazi aperti di relazione tra le persone, luoghi di vicinanza e occasioni per creare comunità". Ne è convinto il Papa, che sottolinea come "nei grandi centri si propone come offerta culturale e di rappresentazione della storia di quel luogo. Nelle piccole città sostiene la consapevolezza di una identità che fa sentire a casa. Sempre e per tutti aiuta ad alzare lo sguardo sul bello". "Gli spazi urbani e la vita delle persone hanno bisogno di musei che permettano di gustare questa bellezza come espressione della vita delle persone, la loro armonia con l'ambiente, l'incontro e l'aiuto reciproco", l'appello sulla scorta della Laudato si': "So bene che per voi questo lavoro è una passione: passione per la cultura, la storia, l'arte, da conoscere e da salvaguardare; passione per la gente delle vostre terre, al cui servizio ponete la vostra professionalità. E anche passione per la Chiesa e la sua missione". "I musei in cui operate rappresentano il volto della Chiesa, la sua fecondità artistica e artigianale, la sua vocazione a comunicare un messaggio che è Buona Notizia", le parole del testo rivolte ai presenti: "Un messaggio non per pochi eletti, ma per tutti. Tutti hanno diritto alla cultura bella! Specie i più poveri e gli ultimi, che ne debbono godere come dono di Dio". "Molti di voi si dedicano al dialogo con gli artisti contemporanei, promuovendo incontri, realizzando mostre, formando le persone a linguaggi di oggi", l'omaggio del Papa: "È un lavoro di sapienza e di apertura, non sempre apprezzato; è un lavoro ‘di frontiera', indispensabile per continuare il dialogo che la Chiesa sempre ha avuto con gli artisti. L'arte contemporanea recepisce i linguaggi a cui specialmente i giovani sono abituati. Non può mancare questa espressione e sensibilità nei nostri musei, attraverso la sapiente ricerca delle motivazioni, dei contenuti e delle relazioni. Nuove persone si possono avvicinare anche all'arte contemporanea sacra, che può essere luogo importante di confronto e di dialogo con la cultura di oggi".

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