News

I manoscritti dell'Archivio Storico Diocesano di Pitigliano

Una anteprima della serie Manoscritti (sec. XVI-XX) conservati presso l'Archivio Storico Diocesano di Pitigliano

Archivio storico diocesano (Pitigliano), Pitigliano (GR), dal 09/05/2020 al 17/05/2020

Archivio storico diocesano (Pitigliano), Pitigliano (GR) Archivio storico diocesano (Pitigliano), Pitigliano (GR)

La nostra breve nota vuole offrire una anteprima della serie Manoscritti (sec. XVI-XX) conservati presso l'Archivio Storico Diocesano di Pitigliano, solo in parte digitalizzati e in attesa di essere resi fruibili in BeWeB.  

La documentazione racconta frammenti di storia dell'antica diocesi di Sovana, dei suoi vescovi, delle sue parrocchie, del suo territorio e di alcune diocesi toscane quali Pienza e Prato di cui si scorgono le tracce a testimonianza di una rete di rapporti esistenti fra tali enti ecclesiastici.

La serie afferente al fondo Curia vescovile di Pitigliano è composta da circa 20 unità, solo in parte restaurate. In particolare i tre manoscritti Indice della diocesi di Sovana (1699-1729); Vacanza della sede vescovile e donazione del palazzo (1776-1790); Iscrizioni delle chiese, uffiziature, documenti e stati d'anime al tempo del vescovo Francesco Pio Santi (1777-1783) risultano riferimenti non solo per la ricostruzione della storia della nostra diocesi, ma ancor più per lo studio e la conoscenza degli aspetti socio-antropologici delle comunità diocesane.

Il manoscritto intitolato Indice della Diocesi di Sovana iniziato nell'anno 1699 al tempo in cui era vescovo della diocesi Mons. Domenico Maria Della Ciaia (Siena, 1642 - Pitigliano, 1713), contiene l'elenco delle parrocchie, delle chiese con l'indicazione degli altari, dei benefizi, canonicati e legati; contiene inoltre la nota dei chierici e delle compagnie istituite presso ciascuna parrocchia; la tavola dei romitori e degli spedali  oltre che la sezione relativa ai beni e cattedratici della Mensa vescovile. Ma la parte del manoscritto di maggiore interesse è quella in cui si leggono le biografie dei vescovi della diocesi a partire da Tandino fino al vescovo Antonio Sbrolli (Piancastagnaio, 1828 - Roma, 1888). Il documento offre certamente un quadro della composizione e articolazione dell'istituzione ecclesiastica, ma fra le righe narra delle complesse vicende che hanno attraversato il territorio della diocesi.

Segue il manoscritto Vacanza della sede vescovile, donazione del Palazzo' in cui si ripercorre il tempo della vacanza della sede vescovile di Sovana dell'anno 1776 dopo la traslazione alla cattedra di Cortona di Mons. Gregorio Alessandri (Fiesole, 1728 - Cortona, 1802), la successione di Mons. Francesco Pio Santi (Roccalbegna, 1740 - Pienza, 1799), che gestì con intelligenza il difficile periodo delle riforme, ottenendo definitivamente dal Granduca il palazzo Orsini di Pitigliano, risolvendo così il problema di una sede adeguata per i vescovi e gli uffici di curia. Prima di quella data Mons. Pier Maria Bichi (Siena, post 1618 - Pitigliano 1684) nel 1674 si era trasferito da Sovana, decaduta e spopolata, nei pressi di Pitigliano dove aveva acquistato un palazzo, detto il Borghetto, in cui aveva fissato la sua residenza; questo palazzo dopo la sua morte fu lasciato in eredità alla curia vescovile e divenne la residenza dei vescovi successivisi fino appunto a Mons. Santi. Anche in questo caso la documentazione diviene fonte per gli studiosi che da tempo stanno cercando di rilevare la stratigrafia degli interventi che il palazzo Orsini ha subito nei secoli.

Infine il manoscritto Iscrizioni delle chiese, uffiziature, documenti e stati d'anime riporta in trascrizione le iscrizioni presenti nelle chiese della diocesi. In riferimento all'antica cattedrale di Sovana si legge la nota relativa alla reliquia del Santo Braccio di San Gregorio VII, traslata a Sovana per intercessione del vescovo Metello Bichi (Siena, 1541 – Roma, 1619). È da annotare che Ildebrando da Soana conobbe i natali proprio nel territorio della diocesi probabilmente tra il 1010 e 1020 e nell'anno 1073 salì al soglio pontificio con il nome di Gregorio VII. Il papa che ebbe un ruolo di rilievo nella lotta per le investiture e nella inculturazione dell'Europa, si spense nell'anno 1085 e la pena del suo cuore trovò espressione nelle parole a lui attribuite in punto di morte: «Ho amato la giustizia e ho odiato l'iniquità, per questo muoio in esilio».

Inoltre all'interno del manoscritto nella sezione riferita alle chiese di Pitigliano è riportala una annotazione riferita alla sinagoga di detto luogo. Nel testo si parla di una antica bibbia proveniente da Gerusalemme donata alla scola della sinagoga di Pitigliano. Questo a conferma di quanto la comunità ebraica di Pitigliano (Pitigliano, sec. XV - sec. XX) così come di altri centri della diocesi svolgesse un ruolo di primo piano nella dimensione sociale. Un esempio questo di inclusione e integrazione protrattosi nei secoli. Chiude il manoscritto la serie degli stati d'anime delle singole parrocchie della diocesi.

In questo caso emerge dunque  la complessità della narrazione che unisce gli aspetti legati alla devozione e al culto, a quelli strettamente connessi alla dimensione umana e alla storia di un popolo. Tali manoscritti rappresentano dunque un'occasione per ribadire ancora una volta la necessità di conservare e preservare una memoria collettiva che in quanto patrimonio comune è garanzia di civiltà.

Gli archivi come custodi di memoria o depositi di storie garantiscono la trasmissione del sapere divenendo tramiti fra passato e futuro.

QUESTA NEWS È COLLEGATA A

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE