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San Prospero, un ponte tra due comunità

Arte, fede e solidarietà nella riscoperta dell’opera di Cirillo Manicardi

Museo diocesano (Reggio nell'Emilia), Eventi promossi dalle Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e di Reggio Calabria-Bova, dal 21/01/2026 al 25/02/2026

Museo diocesano (Reggio nell'Emilia), Eventi promossi dalle Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e di Reggio Calabria-Bova Museo diocesano (Reggio nell'Emilia), Eventi promossi dalle Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e di Reggio Calabria-Bova

Prende avvio il 21 gennaio il progetto San Prospero, un ponte tra due comunità promosso dalla Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla in collaborazione con l'Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova e il sostegno del Gruppo Credem. Protagonista è il dipinto di Cirillo Manicardi raffigurante San Prospero, patrono e protettore di Reggio Emilia, sostanzialmente sconosciuto ai reggiani, realizzato su commissione di monsignor Emilio Maria Cottafavi, prelato della Diocesi di Reggio Emilia, inviato da papa Pio X nelle zone calabresi devastate dal terremoto del 1908. 

Il progetto intende restituire visibilità ad una straordinaria storia di arte, fede e solidarietà che accomuna le due città di Reggio Emilia e Reggio Calabria e che trova in mons. Cottafavi il principale artefice. Negli anni più ardui della ricostruzione post-sismica del capoluogo calabrese, egli si distinse per una concezione sorprendentemente moderna del ministero episcopale, inteso anche come presenza attiva nella ricomposizione del tessuto sociale, umano e urbano lacerato dalla catastrofe. In tale contesto, il presule intuì il valore dell'arte quale dispositivo di riconnessione, da cui la decisione di affidare nel 1910 la realizzazione di un dipinto a Cirillo Manicardi - protagonista audace e creativo della scena artistica reggiana tra Otto e Novecento - per la chiesa prefabbricata dedicata a San Prospero in Reggio Calabria. Nel dipinto il santo patrono, inginocchiato sulle rovine della città calabrese, assurge al ruolo di preghiera di intercessione e messaggio di speranza nel momento del dolore e dello smarrimento. Esposta per poche ore nella chiesa di San Francesco a Reggio Emilia, l'opera venne trasferita a Reggio Calabria, a suggello della vicinanza nella tragedia, nella fratellanza, nella fede. Per le alterne vicende vissute dalla chiesa baracca che la ospitava, della tela si persero le tracce nel 1920, fino al suo fortuito ritrovamento, quasi cento anni dopo, nel 2021, grazie ai Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale Comando di Cosenza. Da qui, la definitiva restituzione e allestimento nel percorso espositivo del Museo Diocesano di Reggio Calabria.

La storia diventa nuovamente attuale nel 2025: la Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla e l'Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova, attraverso gli istituti culturali diretti rispettivamente da Angelo Dallasta e Lucia Lojacono, promuovono lo studio e la ricostruzione delle vicende legate all'opera eccezionale di Mons. Emilio M. Cottafavi a Reggio Calabria e alla commissione del San Prospero di Cirillo Manicardi.

Allo stesso tempo il Gruppo Credem, che da anni porta avanti iniziative per valorizzare la storia, la cultura dell'Italia e dei territori a favore della collettività, decide di sostenere con entusiasmo e convinzione il progetto di studio attraverso il restauro della tela, contribuendo a riannodare i fili che hanno unito, più di cento anni fa, le due Reggio d'Italia.

Sotto il coordinamento e la curatela di Elisabetta Farioli e Monica Zanfi, le ricerche condotte nel corso del 2025 - con il contributo della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi - Sezione di Reggio Emilia, dell'Archivio Storico Diocesano di Reggio Calabria - Bova e dei numerosi studiosi coinvolti - confluiscono in un articolato programma di eventi che si svolgerà nei mesi di gennaio e febbraio 2026 a Reggio Emilia, offrendo al pubblico l'occasione di rivedere la tela restaurata e di approfondirne il significato storico e artistico.

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