Percorso d'arte e liturgia

Lo spazio liturgico della cattedrale di Bergamo attraverso i secoli

Veduta del presbiterio della cattedrale di Bergamo.

All'interno dello spazio liturgico esso, sopraelevato e ornato da affreschi e stucchi, risulta essere, con il suo altare, il centro visivo verso cui il fedele è invitato a rivolgersi.

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Introduzione

Dal momento che la destinazione all'azione liturgica la qualifica radicalmente, la chiesa non si può considerare una generica opera architettonica. Essa infatti è debitrice della sua conformazione alla relazione che la lega all'assemblea del popolo di Dio che vi si raduna. È l'assemblea celebrante che "genera" e "plasma" l'architettura della chiesa. […]
Tratto da CEI, L’adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica, Roma, 1996.

Le relazioni e le reciproche influenze che legano la celebrazione liturgica all’edificio in cui essa si svolge sono particolarmente significative. Tale intreccio non è dato una volta per tutte, ma si modifica nel corso della storia: liturgia, architettura e arte non sono elementi immutabili ma, al contrario, sono plasmate dall’assemblea che celebra. Il percorso che qui proponiamo, che ha come filo conduttore lo spazio liturgico dell’attuale cattedrale di Sant’Alessandro in Bergamo – fino a fine Seicento intitolata a san Vincenzo – si articola in quattro tappe e prende le mosse dall'antica cattedrale messa in luce dai recenti scavi eseguiti tra il 2004 e il 2012. Da quest’epoca lontana nel tempo, testimone privilegiata delle fondamenta della nostra fede, il percorso si snoda poi lungo i secoli dentro le trasformazioni architettoniche e liturgiche dell’epoca medioevale, per condurci in età moderna, dove vedremo attuati i decreti del Concilio di Trento in seguito alla visita apostolica del cardinale Borromeo. Si giungerà infine all’attuale spazio celebrativo, ripensato in alcuni suoi aspetti a partire dalle indicazioni del Concilio Vaticano II. L’obiettivo della nostra proposta non consiste tanto nel tratteggiare un itinerario storico-artistico, quanto nel mostrare come lo spazio liturgico – più di altre dimensioni ed esperienze – riesca a plasmare in maniera determinante la nostra appartenenza alla comunità cristiana e la nostra relazione con Dio e sia capace di dare forma concreta alla nostra fede.

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