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IL VOLTO DIO. VOLTO DELL'UOMO

Mostra sul mistero pasquale con opere della diocesi allestita nella Chiesa San Lorenzo - Polo espositivo del Mudia

Museo diocesano di Agrigento (Agrigento), Via Atenea, dal 19/03/2026 dalle 09:00 alle 19:00 al 19/05/2026 dalle 09:00 alle 19:00

Museo diocesano di Agrigento (Agrigento), Via Atenea Museo diocesano di Agrigento (Agrigento), Via Atenea

La mostra, articolata in cinque aree tematiche – Rivelazione, Dono, Cammino, Attesa e Risurrezione – propone un percorso tra arte, fede e devozione.

Il mistero della Pasqua è il cuore della fede cristiana, il fulcro della vita della Chiesa e la ragione della salvezza in Gesù Cristo. Le narrazioni evangeliche della Passione, Morte e Risurrezione hanno ispirato gli artisti, dando vita a capolavori di arte sacra capaci di rendere visibili i momenti più intensi della storia della redenzione. Questa esposizione invita a contemplare il mistero pasquale attraverso opere custodite nel territorio della diocesi di Agrigento, tracciando un percorso tematico che pone al centro la figura di Cristo e il senso profondo della sua Pasqua. L'Ultima Cena, l'Orto degli Ulivi, la Condanna a morte, l'Ecce Homo, la Veronica, il Cammino sotto la croce, la Crocifissione, la Morte, la Risurrezione rappresentano i momenti più significativi della vita di Cristo e, insieme, della storia dell'umanità. Sono i misteri che la Chiesa contempla nel tempo quaresimale e pasquale, culmine dell'anno liturgico. Le opere narrano il mistero della kenosi di Gesù che, assumendo la condizione di servo, si spoglia della sua gloria divina e, nella fragilità di una carne mortale, rende visibile il volto del Dio invisibile. In quel volto si manifesta il paradosso cristiano: l'Onnipotente che si consegna alla debolezza, l'Eterno che entra nel tempo, il Signore della vita che attraversa la morte. Quel volto racconta il Risorto, un corpo glorioso, pur segnato dalle ferite della Passione, trasfigurato dalla luce della Risurrezione, ma ancora palpabile, riconoscibile, vicino. È il volto in cui ogni uomo e ogni donna possono rileggere la propria storia frammentata dal peccato e avvinta dai legami della morte, ma ricomposta dalla grazia che restituisce la somiglianza divina, riflettendo l'immagine del nuovo Adamo.

Le opere d'arte aiutano a declinare la teologia e la spiritualità dei tempi di Quaresima e di Pasqua; realizzate per la liturgia e la devozione, per accompagnare la preghiera del popolo di Dio. Non si limitano a tradurre in immagini la narrazione biblica, ma invitano a una riflessione sui grandi temi dell'esistenza: sacrificio, redenzione, dolore, speranza e rinnovamento. Questo dialogo tra le immagini conduce ogni visitatore, non solo il credente, a confrontarsi con il senso profondo dell'incontro con Cristo morto e risorto. Le scene del Triduo pasquale, dall'Ultima Cena alla Risurrezione, richiamano e si illuminano reciprocamente, si dilatano nei cinquanta giorni della gioia pasquale. Il percorso conclude con la copia della Sindone della Cattedrale e un tavolo multimediale collegato al progetto "Avvolti" della Sindone di Torino per un'esperienza immersiva tra storia e fede, permettendo di approfondire il significato del Telo sindonico.

Le opere, provenienti da diverse città della diocesi - Palma di Montechiaro, Racalmuto, Lucca Sicula, Casteltermini, Sciacca, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice e Santo Stefano Quisquina - furono realizzate tra il XVII e il XIX secolo per la pietà personale e la vita liturgica delle comunità cristiane. Oggi parlano al cuore dell'uomo contemporaneo e rinnovano, attraverso la bellezza, l'annuncio della Pasqua. Attraverso i dipinti di artisti legati al territorio agrigentino, come Domenico Provenzani, Padre Fedele da Sambuca, Tommaso Rossi e Federico Panepinto, l'itinerario attraversa diverse stagioni della produzione figurativa locale. In queste opere convivono tradizione devozionale, forza espressiva della pietà popolare e attenzione ai linguaggi artistici del tempo, rivelando un patrimonio che non è soltanto memoria del passato, ma espressione viva della fede di una comunità. Fulcro spirituale del percorso è la copia della Sacra Sindone, reliquia di contatto con la lastra del Santo Sepolcro, custodita nella Cattedrale di Agrigento. L'accompagnamento dei canti gregoriani contribuisce a creare un'atmosfera di meditazione e preghiera. La mostra diventa così un'occasione per riscoprire la fede cristiana e l'eredità culturale e spirituale del territorio.

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