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Il nuovo Museo diocesano di Lodi

Apertura ufficiale al pubblico il 17 gennaio 2026

Lodi, Chiesa di San Cristoforo - via Tito Fanfulla 18, 17/01/2026 dalle 15:00

Il vescovo della Diocesi di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, è molto lieto di annunciare l'inaugurazione della seconda sede del Museo di Arte sacra e del Centro culturale della diocesi ospitati nella Chiesa di San Cristoforo in Lodi.

La cerimonia avrà luogo sabato 17 gennaio 2026, alle ore 15.00, antivigilia della solennità di san Bassiano, patrono principale della comunità diocesana e della Città di Lodi.

Riapre così al pubblico, in una nuova veste, l'edificio che fu costruito nel secolo XVI da Pellegrino Tibaldi per l'ordine monastico degli Olivetani. Riapre dopo un importante lavoro di recupero funzionale e di ristrutturazione durato anni.

L'ambiente sobrio, caratterizzato da un'unica navata sotto l'ampia cupola bianca, dialoga con le opere di arte sacra che la diocesi ha lì traslocato perché potessero essere meglio valorizzate. All'interno, due grandi quadri di Giovanni Battista Trotti, detto il Malosso, e poi una maestosa ancona lignea di Francesco Lupi, il reliquiario di Ernesto Pirovano e Giovanni Lomazzi, ma anche un angolo dedicato alla figura del santo patrono, Bassiano, con sculture lignee che raccontano la devozione popolare che ha attraversato i secoli.

Nell'idea del vescovo questo spazio non sarà soltanto testimonianza dell'arte sacra nel tempo, ma vero e proprio luogo di incontro, di confronto, di riflessione. L'intenzione è quella di uno spazio che sia dedicato a tutta la comunità lodigiana, non solo quella cattolica, con particolare attenzione ai giovani, come «un regalo alle nuove generazioni», instaurando un dialogo prioritario con le scuole,  con i gruppi parrocchiali e le varie anime culturali della città e del territorio.

L'esposizione permanente è articolata secondo un duplice percorso. Vengono narrati alcuni episodi significativi della storia della Chiesa in terra laudense: i monaci Olivetani in città e nel territorio, il Convento di San Domenico e i Piazza da Lodi. Non mancano alcuni dei grandi temi teologici dell'arte sacra come la passione e la morte di Cristo, l'incarnazione, la Beata Vergine Maria e il Santo Patrono Bassiano. Il percorso espositivo è organizzato in maniera radiale. Il visitatore dall'aula centrale si accosta a ciascuna delle cappelle dove sono allestiste le sezioni, fino al transetto, sotto la grande cupola, e quindi sale al presbiterio. Tale percorso consente un continuo rimando al pregio architettonico dell'edificio.

Il cuore del percorso è la Pala dell'Assunta di Alberto Piazza restaurata e ricomposta dopo lo smembramento, e collocata nello spazio dell'antico presbiterio quale pala d'altare. In ogni sezione il materiale espositivo è organizzato nel rispetto degli spazi: al centro è presentata l'opera di maggior rilievo e poi gli scomparti laterali, come quinte, dilatano lo spazio espositivo. 

Le opere provengono in buona parte dai posseduti del museo diocesano, ma sono esposte anche alcune opere di parrocchie o altri enti ecclesiastici in funzione di una loro maggior conservazione e fruizione. Rimangono alcune sezioni ancora da allestire: quella archeologica con la pietra miliare costantiniana e altri reperti da Laus Pompeia nella cripta, i tessili e gli argenti in sacrestia e in parte la sezione dell'Incarnazione con il presepio del Londonio dal Seminario vescovile.

All'inaugurazione interverranno mons. Maurizio Malvestiti, le autorità del territorio, il direttore del Museo diocesano, il funzionario della Soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio, il direttore dei lavori di ristrutturazione.

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