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OMAGGIO A SANTA ROSA

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IL VIAGGIO DEI PAPI A VITERBO NEI TEMPI MODERNI

Archivio Generale della Federazione delle Clarisse Urbaniste d'Italia (Viterbo), Biblioteca della Federazione delle Monache Clarisse Urbaniste d'Italia (Viterbo), Lunedì pomeriggio chiuso, dal 08/05/2026 dalle 09:30 alle 12:30 al 17/05/2026 dalle 15:30 alle 18:30

Archivio Generale della Federazione delle Clarisse Urbaniste d'Italia (Viterbo), Biblioteca della Federazione delle Monache Clarisse Urbaniste d'Italia (Viterbo), Lunedì pomeriggio chiuso Archivio Generale della Federazione delle Clarisse Urbaniste d'Italia (Viterbo), Biblioteca della Federazione delle Monache Clarisse Urbaniste d'Italia (Viterbo), Lunedì pomeriggio chiuso

Tra Viterbo e i successori di San Pietro c'è sempre stata una relazione profonda. Non è un caso che Viterbo sia stata definita la Città dei Papi, dal momento che per 24 anni, dal 1257 al 1281, fu la sede pontificia. Una valenza particolare di questo rapporto speciale tra i sommi pontefici della Chiesa cattolica e Viterbo è costituita dall'omaggio che i primi, nel corso dei secoli, hanno tributato a Rosa (1233-1251), la patrona della città, venendo in visita nell'attuale monastero di Santa Rosa per venerare il corpo incorrotto della piccola penitente viterbese, a cui la devozione popolare attribuì da subito il titolo di "santa", anche per i numerosi miracoli che le venivano attribuiti. Facendo dialogare strettamente Museo, Archivio e Biblioteca, questa mostra intende restituire un quadro inedito sulla devozione che grandi personaggi, quali sono i pontefici romani, hanno tributato a Rosa da Viterbo. Il monastero di Santa Rosa possiede un patrimonio ricchissimo di documenti, libri, reperti e oggetti preziosi che riguardano i papi e il culto di Rosa, i più rilevanti dei quali sono esposti in mostra, a cominciare da una lettera in originale di Alessandro IV del 27 giugno 1255 che associa per la prima volta l'attributo "santa" al nome della vergine viterbese. In realtà, gli omaggi rivolti dai pontefici erano iniziati tre anni prima con la bolla Sic in Sanctis suis, con cui Innocenzo IV il 25 novembre 1252 aveva dato l'avvio all'indagine diocesana del processo di canonizzazione di Rosa: un documento di cui si conserva solo la copia a registro, conservata presso l'Archivio Apostolico Vaticano, di cui si espone la riproduzione. La mostra si focalizza in particolare sulle visite dei papi nei tempi moderni, dal XVIII al XXI secolo. A ogni viaggio papale a Viterbo, testimoniato anche da eleganti epigrafi in latino che adornano l'ingresso del monastero di Santa Rosa, è dedicata una sezione in cui sono esposti documenti, immagini, libri e doni offerti dai pontefici a Rosa come testimonianze di fede, tra cui reliquie, calici e altri oggetti preziosi, alcuni dei quali restaurati per l'occasione.

Mostra a cura di: Centro Studi Santa Rosa da Viterbo ETS; Università degli Studi della Tuscia; Monastero di Santa Rosa; Federazione delle Clarisse Urbaniste d'Italia

Progetto promosso da: Regione Lazio; Fondazione Carivit; Fondazione Nazionale delle Comunicazioni con il contributo di Bruni Assicura e Tessili Antichi Onlus

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