Vista dall’alto della cattedrale dopo i lavori di restauro
Veduta dell’aula dall’ingresso dopo i lavori di restauro
La cattedrale dopo il crollo strutturale avvenuto il 13 marzo 1996
La chiesa si erge in cima ad un’ alta scalinata proprio al centro della città di Noto, che interamente distrutta nel terremoto del 1693 fu ricostruita nell’attuale sito, lontano dall’originario, con lo stile in voga nel tempo, il barocco, ma qui personalizzato ( barocco con richiami al rinascimento maturo) per l’uso della pietra ocra del suo territorio, per la voglia di allontanare la paura materializzandola nelle decorazioni antropomorfe a mascheroni, ancora leggibili nei prospetti della vecchia città e ancora esorcizzare l’ondulazione del sisma nelle linee morbide dei prospetti delle sue numerose chiese.
Costruita agli inizi del XVIII secolo fu ultimata nel 1776, ed eretta cattedrale nel 1844 da Gregorio XVI, dichiarata monumento nazionale nel 1940. Si presenta tra due forti campanili su due ordini con timpani che racchiudono la facciata anch’essa su due ordini divisi da trabeazione e timpano terminale sul secondo ordine.
Il prospetto della facciata (di ben 40 mt.) seppur lineare è movimentato dai plinti calcarei , base delle otto colonne con capitello composito che incorniciano la porta principale più grande delle laterali.
Nel 1982 a rafforzare la sua importanza è stato inserito un portale in bronzo, opera di G. Pirrone, con episodi della vita di S.Corrado Confalonieri , patrono della città.
Costruita con blocchi squadrati di arenaria locale del tipico colore ocra che si rafforza con la brillantezza ed il calore del sole.
La costruzione è a pianta basilicale a tre navate ,con transetto , divise da pilastri e lesene.
Tra l’aula e il transetto, la cupola dell’arch. netino Cassone alta 76 metri con scritte e decori del bolognese A. Baldinelli e dal torinese N. Arduino realizzati tra gli anni 60 e 70 del secolo scorso , è crollata il 13 Marzo 1996 ed ancora oggi in fase di ricostruzione
La navata principale a botte, e l’abside centrale contenenti affreschi del XX secolo.
Lateralmente la cappella di San Corrado dove veniva conservata l’urna argentea con le reliquie del Santo. Ai lati delle navate altari coevi all’epoca di costruzione con tele e statue di autori locali.
L’interno caratterizzato dal sovrapporsi stilistico che dagli inizi del XVIII arriva fino alla fine del XX sec.